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Musicoterapia e salute

La musicoterapia ha raggiunto una posizione di rilievo nell’ambito di alcune tipologie di intervento clinico e psicologico relazionale.

Questa disciplina prevede l’uso della musica, del suono, del ritmo e del movimento per facilitare e favorire il raggiungimento di molteplici obiettivi. 

La musicoterapia viene realizzata con il contributo di un musicoterapeuta qualificato.  Si rivolge a un singolo utente o a un gruppo di persone al fine di programmare degli interventi utili a sviluppare o mantenere capacità cognitive, emozionali, sociali, fisiche, di coordinamento per migliorare la qualità di vita.

Le modalità di approccio alla persona possono essere fondamentalmente di due tipi:

  • Musicoterapia attiva (suonare): l’interazione tra il musicoterapeuta e il paziente avviene tramite la produzione diretta di suoni utilizzando la voce, gli strumenti musicali, il corpo.
  • Musicoterapia recettiva (ascolto): basata sull’ascolto di brani musicali; al paziente viene attribuita una certa attività nella percezione, nell’immaginazione e nell’elaborazione delle melodie proposte. 

Relazione corpo-musica

I risultati delle ricerche scientifiche orientate a comprendere su quali meccanismi fisiologici interviene la musica, hanno stabilito che questa è in grado di influenzare l’asse ipotalamo-ipofisario e il sistema nervoso autonomo (lo stesso che controlla altre funzioni involontarie come la digestione ed il battito cardiaco). Agendo a tali livelli, il suono sarebbe capace di modulare una serie di risposte metaboliche.

Il benessere mentale che si sperimenta mentre si ascolta un brano musicale, ad esempio, sarebbe dovuto alla capacità della melodia di attivare nel cervello le reti neurali correlate al piacere: le note innescano la produzione di endorfine, le quali migliorano l’umore e condizionano il rilassamento.

Scoperte più recenti hanno dimostrato un ruolo positivo della musica nel recupero metabolico dallo stress, nella motilità gastrica e intestinale e nella riduzione del livello di ansia, con un effetto protettivo del sistema cardiovascolare. In alcuni casi, gli studi scientifici hanno rivelato vantaggi già nel grembo materno, ovvero sin dal periodo prenatale.

Nel corso degli anni, poi, sono stati dimostrati gli effetti benefici sull’attività fisica: ascoltare brani musicali durante l’allenamento aiuterebbe ad aumentare la velocità degli esercizi e la resistenza allo sforzo, migliorando le performance sportive. Ciò è possibile grazie alla stimolazione della regione cerebrale deputata alla pianificazione e nell’esecuzione dei movimenti.

Al di là delle prestazioni sportive, la ricerca scientifica evidenzia che l’ascolto della musica durante l’esercizio fisico può aiutare la coordinazione e la motricità del corpo.

Campi di applicazione

Gli ambiti di intervento della musicoterapia spaziano fra la psiconeurologia e la psichiatria, con particolare riferimento a:

Disturbi dell’umore;

Stati depressivi;

Disturbo bipolare;

Disturbi somatoformi come il dolore cronico

Disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa).

Disturbi dell’apprendimento DSA

Disturbo da iperattività ADHD

Autismo infantile;

Sindrome di Tourette;

Ritardo mentale;

Disabilità motorie;

Morbo di Alzheimer ed altre demenze;

Morbo di Parkinson;

Ictus;

Amnesie;

Afasia e simili disturbi del linguaggio;

Psicosi;

   

Possibili Obiettivi

  • Stimolare la comunicazione e consentire al paziente di esprimere liberamente le proprie emozioni;
  • Migliorare i disturbi comportamentali difficili da controllare (come l’aggressività, l’isolamento o la rabbia);
  • Ridurre l’uso degli psicofarmaci;
  • Mantenere o stimolare le abilità residue, migliorando la qualità di vita.

Infanzia e Musicoterapia 

Durante l’infanzia, la musica è in grado di influenzare lo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e sociale del bambino, in quanto stimola determinate aree cerebrali.

Suonare uno strumento

Imparare a suonare uno strumento, può facilitare l’apprendimento, migliora la capacità di attenzione, contribuisce al controllo delle emozioni e l’espressione della creatività. 

Nel corso dell’infanzia, le attività musicali rendono più abili nella lettura e nel riconoscere le parole, in quanto, suonando con due mani, si attivano le cortecce visive di entrambi gli emisferi cerebrali. 

Ascolto della musica nell’infanzia e apprendimento

Anche l’ascolto offre dei vantaggi, in quanto il ritmo e le melodie possono avere effetti positivi sulla concentrazione.

Per questi motivi, la musicoterapia trova un’utile applicazione nel trattamento della dislessia: in diversi casi, i bambini impegnati nel suonare uno strumento hanno dimostrato un miglioramento nella correttezza della lettura e della scrittura e nelle prove di segmentazione e fusione fonetica.

Nei bambini affetti da sindrome di Down, invece, la musicoterapia può essere associata a tecniche psicomotorie e logopedia. Quest’approccio consente di migliorare la conoscenza del corpo, lo sviluppo della percezione e dell’organizzazione temporale, la coordinazione motoria e la verbalizzazione.

Autismo ed espressione delle emozioni

In età infantile, l’intervento della musicoterapia può essere utile anche nella gestione dell’autismo, patologia caratterizzata da una compromissione qualitativa dell’interazione sociale, che si rende evidente attraverso comportamenti non verbali anomali, difficoltà nello sviluppare relazioni con i coetanei adeguate al livello di sviluppo e mancanza della reciprocità emotiva. In questi pazienti, l’esperienza musicale deve avere l’obiettivo di sviluppare le tecniche comunicative, stimolare l’empatia e rafforzare l’espressione delle emozioni. La musicoterapia permette, dunque, al mondo esterno di entrare in comunicazione con il bambino autistico, favorendo l’inizio di un processo di apertura.